Vittoria della UIL FP Taranto in Tribunale: accertata la condotta antisindacale del Museo Archeologico Nazionale
Taranto, 29 aprile 2026 – Importante pronuncia del Tribunale del Lavoro di Taranto a tutela delle prerogative sindacali nel pubblico impiego. Il Giudice del Lavoro, dott.ssa Miriam Fanelli, con decreto ex art. 28 dello Statuto dei Lavoratori, ha infatti accertato la sussistenza di condotte antisindacali da parte del Ministero della Cultura – Museo Archeologico Nazionale di Taranto (MarTa).
Il ricorso, promosso inizialmente dalla ex UIL PA Taranto (oggi confluita nella UIL FP) nella persona del Coordinatore della Cultura UIL PF, Francesco Villani, e con l’assistenza legale dell’avvocato Mario Soggia, ha fatto luce sull’illegittima decisione dell’Amministrazione di escludere il sindacato dalla fase di verifica e attuazione di un accordo integrativo. L’intesa in questione, sottoscritta nel novembre 2024, era stata poi modificata unilateralmente nel luglio 2025. Il Giudice ha ordinato la cessazione immediata dei comportamenti illegittimi e la rimozione di tutti gli effetti prodotti dall’accordo modificato, sottolineando come l’esclusione abbia determinato una compressione delle regole di partecipazione sindacale.
Piena soddisfazione per l’esito del giudizio è stata espressa da Giovanni Maldarizzi, Segretario Generale della UIL FP Taranto. “Questa pronuncia assume un valore che va ben oltre il caso concreto – ha dichiarato Maldarizzi – poiché il Tribunale ha affermato un principio fondamentale: non è consentito alle amministrazioni pubbliche gestire unilateralmente processi che incidono su diritti economici e organizzativi dei lavoratori, escludendo il sindacato o svuotandone il ruolo”.
“La partecipazione sindacale – prosegue il segretario generale della UIL FP Taranto – non è un adempimento formale, ma una garanzia sostanziale di trasparenza, equilibrio e correttezza. Quando viene meno il confronto, si altera l’intero sistema delle relazioni sindacali. Il Giudice ha riconosciuto che anche una sola esclusione, se inserita in un contesto più ampio, può produrre effetti duraturi e limitare concretamente la libertà sindacale. Si tratta di un passaggio di grande rilievo, perché riafferma il valore della continuità del confronto e il rispetto degli accordi già sottoscritti”.
La sentenza si inserisce in un filone giurisprudenziale che rafforza la tutela delle organizzazioni sindacali contro i tentativi di limitare il confronto nella Pubblica Amministrazione. «Continueremo a vigilare – ha concluso Maldarizzi – affinché tali principi trovino piena attuazione, nell’interesse dei lavoratori e della legalità amministrativa».


