Arsenale di Taranto: segnale positivo sul mantenimento degli organici, ma servono assunzioni immediate

Il segretario generale della UIL FP Taranto, Giovanni Maldarizzi, accoglie con favore lo schema di Decreto Ministeriale che fissa a 1.428 unità il fabbisogno di personale dell’Arsenale Militare Marittimo di Taranto, ma rilancia: “Non basta fermare i tagli, serve assumere adesso.

Taranto, 23 aprile 2026  – La UIL FP accoglie con favore lo schema di Decreto Ministeriale che scongiura la riduzione degli organici dell’Arsenale Militare Marittimo di Taranto, confermando un fabbisogno di 1.428 unità. Un risultato che il segretario generale della UIL FP Taranto, Giovanni Maldarizzi, definisce “un primo segnale importante, ma non risolutivo”.

“Siamo soddisfatti che si sia evitato il peggio – dichiara Maldarizzi – ma questo decreto è solo un punto di partenza. La vera emergenza è che oggi all’Arsenale lavorano circa 800 dipendenti, quasi la metà del fabbisogno previsto. I concorsi banditi negli ultimi anni si sono rivelati del tutto insufficienti a colmare le vacanze organiche”.

Il segretario generale sottolinea l’urgenza di risposte concrete per una città segnata da complesse crisi industriali. “Taranto non può sprecare questa occasione: il comparto Difesa è uno dei pochi settori in grado di generare lavoro stabile. Pretendiamo che i posti sulla carta si traducano in assunzioni vere e immediate. Non accetteremo altri rinvii”.

La questione è centrale anche alla luce degli investimenti superiori a 60 milioni di euro in corso per l’acquisizione di un nuovo bacino.

“Sessanta milioni sono un’opportunità straordinaria – continua Maldarizzi – ma solo se accompagnati da un piano strutturale di assunzioni e formazione. Rischiamo di avere infrastrutture d’eccellenza senza le donne e gli uomini per farle funzionare. Chiediamo al Ministero della Difesa e agli enti locali di massimizzare le ricadute occupazionali di queste risorse”.

La UIL FP ricorda inoltre che la vertenza non si limita all’Arsenale. Le criticità sono diffuse in tutti gli enti del comparto cittadino. Nell’area operativa e nella nuova base navale, a fronte di una dotazione prevista di 550 unità, il personale in servizio è sceso a meno di 330 unità, registrando una carenza organica superiore al 40% con un trend in costante peggioramento.

“La sicurezza operativa e la dignità lavorativa di chi serve lo Stato non sono variabili di aggiustamento, ma diritti inviolabili”, incalza Maldarizzi. La UIL FP continuerà a rappresentare le esigenze dei lavoratori, chiedendo interventi tempestivi e riservandosi di attivare ogni strumento di mobilitazione affinché le promesse governative si trasformino in vera occupazione per il territorio ionico.