Rischio radiologico, UIL FPL Taranto: “Stop alle interpretazioni discrezionali. La Cassazione conferma: le tutele sono un diritto soggettivo degli infermieri esposti”
“Nel nostro territorio, già gravato da pesanti criticità ambientali e sanitarie, la protezione di chi opera nei blocchi operatori, nelle radiologie e in tutte le unità dove si utilizzano apparecchi radiogeni deve diventare una priorità assoluta, non negoziabile”.
TARANTO, 09 febbraio 2026 – La tutela della salute delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità non può dipendere da una scelta burocratica o da esigenze di contenimento della spesa. L’ordinanza n. 11310 del 29 aprile 2025 della Corte di Cassazione – Sezione Lavoro – rafforza in modo netto il quadro delle tutele per il personale infermieristico esposto a radiazioni ionizzanti, riconoscendo la natura di vero e proprio diritto soggettivo dell’indennità di rischio radiologico e dei 15 giorni di congedo aggiuntivo per recupero biologico.
La Suprema Corte ha chiarito che il diritto all’indennità e al congedo aggiuntivo non nasce da una “etichetta” formale o dal giudizio delle commissioni aziendali, ma dalla concreta esposizione al rischio radiologico. Conta la realtà del lavoro: esposizione non occasionale né temporanea, attività svolta abitualmente in “zona controllata”, livello di rischio analogo a quello del personale di radiologia, così come definito dal D.Lgs 230/1995 e dalla normativa contrattuale.
“Troppo spesso – anche negli ospedali del territorio ionico – infermieri strumentisti e personale di sala operatoria coinvolti in procedure radioguidate si sono visti negare indennità e congedi, sulla base di classificazioni interne arbitrarie o letture restrittive delle norme” dichiara il segretario generale UIL FPL Taranto, Giovanni Maldarizzi. “La Cassazione ribadisce che le valutazioni aziendali non hanno valore costitutivo: se l’esposizione è effettiva e abituale, la tutela deve essere riconosciuta”.
Il mancato riconoscimento del rischio non è un dettaglio amministrativo: ha conseguenze dirette sulla salute delle lavoratrici e dei lavoratori. Le evidenze scientifiche richiamate anche nella giurisprudenza e nella normativa di radioprotezione indicano, in caso di esposizione prolungata a radiazioni ionizzanti, un aumento del rischio di patologie oncologiche, di cataratta professionale e di disturbi a carico della tiroide.
In un territorio come quello ionico, già gravato da pesanti criticità ambientali e sanitarie, la protezione di chi opera nei blocchi operatori, nelle radiologie e in tutte le unità dove si utilizzano apparecchi radiogeni deve diventare una priorità assoluta, non negoziabile.
Alla luce di questo importante pronunciamento, UIL FPL Taranto invita formalmente la Direzione dell’azienda sanitaria a rivedere con urgenza le mappature del rischio radiologico in tutte le sale operatorie, nei blocchi endoscopici, nelle emodinamiche e in ogni servizio in cui si effettuano procedure radioguidate, adeguandole ai criteri tecnici del D.Lgs 230/1995 e alla più recente giurisprudenza; a assicurare una tracciabilità rigorosa dell’esposizione di ciascun operatore, includendo presenze in zona controllata, tempo di esposizione e dosimetria, per garantire trasparenza e tutela effettiva; e a riconoscere l’indennità di rischio radiologico e i 15 giorni di congedo per recupero biologico a tutte le figure aventi diritto – non solo tecnici e medici di radiologia, ma anche personale infermieristico e di supporto che dimostri una esposizione abituale comparabile – evitando un contenzioso giudiziario che, alla luce dell’orientamento della Cassazione, esporrebbe l’azienda a sicure soccombenze.
“Non consentiremo che la burocrazia o logiche di risparmio scarichino sui lavoratori il peso del rischio radiologico” prosegue Maldarizzi. “Come UIL FPL Taranto siamo pronti a garantire assistenza legale a tutte le iscritte e gli iscritti che, pur operando in zona controllata o in ambienti ad alto uso di fluoroscopia, vedono ancora negati questi diritti”


