Taranto, 20 febbraio 2025 – Dare voce ai lavoratori invisibili, denunciare lo sfruttamento e promuovere un’occupazione stabile e sicura: questi gli obiettivi della terza tappa della campagna nazionale della UIL “No ai lavoratori fantasma”, che ha fatto tappa a Taranto, unica città pugliese coinvolta nell’iniziativa.
Un evento di portata nazionale che ha visto la partecipazione di figure di spicco del sindacato e delle istituzioni, con il preciso intento di portare alla luce una realtà troppo spesso ignorata: quella di migliaia di lavoratori costretti a vivere nell’ombra, senza tutele e senza diritti.
Un fenomeno allarmante: il quadro di Taranto e della Puglia
La giornata è stata aperta dall’intervento di Emanuele Ronzoni, Segretario Organizzativo UIL Nazionale, che ha sottolineato come questa campagna si affianchi a un’altra battaglia storica del sindacato: “Zero morti sul lavoro”.
“Il lavoro sommerso, precario e sfruttato distrugge la dignità delle persone e alimenta un sistema economico malato. La UIL è in prima linea per garantire sicurezza e diritti per tutti”, ha dichiarato Ronzoni.
Secondo Gianni Ricci, Segretario Generale UIL Puglia, Taranto rappresenta tristemente la città simbolo di questa emergenza, in un contesto regionale già fortemente compromesso:
- L’80% dei nuovi contratti in Puglia è precario.
- 1 contratto su 5 dura meno di un mese.
- Oltre 200mila lavoratori in nero, che generano un’economia sommersa da 4,5 miliardi di euro.
- Il tasso di disoccupazione in Puglia si attesta al 12,1%, ben al di sopra della media nazionale (8,2%).
- Il tasso di occupazione a Taranto è il più basso della regione con appena il 43,2%.
L’analisi dei dati: Fabio Piacenti (EURES)
A confermare il quadro drammatico è stata l’analisi di Fabio Piacenti, Presidente di EURES, che ha presentato dati preoccupanti sul fenomeno del lavoro precario in Italia:
🔹 Meno di 1/6 delle assunzioni nel 2024 è stata a tempo indeterminato.
🔹 Le trasformazioni da tempo determinato sono calate del 5%.
🔹 Il part-time involontario continua a crescere, toccando il 38% dei contratti precari.
🔹 Gli occupati con Contratti di Prestazione Occasionale (CPO) sono appena 19.000 in tutta Italia, con un reddito medio mensile di 234 euro.
“L’Italia sta vivendo una crisi occupazionale profonda, dove il lavoro precario è diventato la norma e non l’eccezione. È necessaria un’inversione di rotta, altrimenti il rischio è quello di una generazione senza futuro”, ha dichiarato Piacenti.
Transizione industriale e giustizia sociale: quale futuro per il lavoro instabile?
Un momento di grande rilevanza dell’evento è stato il primo panel della giornata, moderato dal giornalista Nicola Sammali (TarantoToday), che ha affrontato una delle questioni più delicate per il Mezzogiorno: la transizione industriale e il suo impatto sui lavoratori.
Nel dibattito sono intervenuti esperti e rappresentanti sindacali per discutere le sfide e le opportunità legate alla trasformazione economica, con la necessità di garantire giustizia sociale e diritti per i lavoratori.
✅ Vera Buonomo, Segretaria Confederale UIL Nazionale, ha sottolineato l’importanza di non sacrificare il lavoro in nome di un’industrializzazione senza regole: “La transizione deve essere giusta, sostenibile e inclusiva. Non possiamo permettere che diventi un altro strumento di precarizzazione”.
✅ Rocco Palombella, Segretario Generale UILM Nazionale, ha evidenziato la necessità di tutelare i lavoratori dell’industria, soprattutto in un territorio come Taranto, già segnato da crisi aziendali e incertezze sul futuro:
“Taranto ha pagato un prezzo altissimo per le politiche industriali sbagliate. Non possiamo accettare che i lavoratori siano sempre quelli che subiscono le conseguenze delle crisi. Serve un piano serio di rilancio e investimenti”.
✅ Daniela Piras, Segretaria Generale UILTEC Nazionale, ha ribadito il ruolo strategico del settore energetico e industriale nella creazione di posti di lavoro, ma ha anche ammonito: “Se la transizione energetica non sarà accompagnata da una strategia chiara di tutela del lavoro, il rischio è che si creino nuove sacche di precarietà, anziché opportunità”.
✅ Alessandro Delli Noci, Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia, ha riconosciuto l’importanza del dibattito e ha sottolineato l’impegno della Regione nel sostenere misure che favoriscano un’occupazione stabile e di qualità: “Il nostro obiettivo è creare condizioni di sviluppo che non lascino indietro nessuno. Il precariato non può essere il prezzo da pagare per la crescita economica.”
Il sostegno delle istituzioni e il coinvolgimento della comunità
L’evento ha visto anche il supporto dell’amministrazione comunale di Taranto, con il saluto di Gianni Azzaro, che ha ribadito la volontà del Comune di lavorare a fianco della UIL per contrastare il lavoro irregolare e promuovere una nuova cultura del lavoro dignitoso.
Oggi e domani, la campagna UIL proseguirà alla Rotonda Marinai d’Italia, dove sarà allestito un Truck di oltre 13 metri trasformato in un punto di ascolto e informazione. Qui i cittadini potranno confrontarsi con esperti, lavoratori, giovani e pensionati per discutere di precariato, diritti e soluzioni concrete per il futuro del lavoro.